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20 views • March 6, 2021

NTD Italia: Ombre cinesi- Indagine sulla pandemia coronavirus scontro diplomatico tra Australia e regime cinese

NTD Italia
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#coronavisus, #Covid-19 #cina Nonostante le costanti minacce di ritorsioni economiche e le provocazioni dell'ambasciatore cinese in Australia, l'iniziativa dell’indagine del governo australiano sull'origine del virus ha raccolto consensi da un numero crescente di leader mondiali. Il Primo Ministro Scott Morrison e il governo australiano insistono per un'indagine indipendente sull'origine e la diffusione della pandemia coronavirus. A partire dai primi di marzo, l'Australia aveva visto un crescendo di casi di contagio. La dott.ssa Kerry Chant , vicesegretario del ministero della Sanità, aveva previsto che 1 milione e mezzo di persone nel solo Nuovo Galles del Sud avrebbero contratto il Covid-19, con un totale di 3 milioni e 400 mila contagi in tutta l'Australia. Ma in aprile l’epidemia ha invertito la propria tendenza. Il primo ministro Morrison il 22 aprile twittava di aver avuto una «conversazione molto costruttiva» con Donald Trump su come rispondere all’emergenza sanitaria ed economica causata dal coronavirus: «Abbiamo anche discusso dell'OMS, oltre a lavorare insieme per migliorare la trasparenza e l'efficacia della risposta internazionale all'epidemia». Ma il regime cinese, tramite il proprio portavoce del Ministero degli Esteri, Geng Shuang, stranamente non ha preso affatto bene la proposta di un’indagine. Il 23 aprile Geng rispondeva infatti che «l'indagine indipendente» proposta dal governo australiano era una «manipolazione politica e un’interferenza con la cooperazione internazionale sulla prevenzione e il controllo delle epidemie». Non solo: il 27 aprile l'ambasciatore cinese in Australia, Cheng Jingye, in un'intervista al The Australian Financial Review, rincarava la dose minacciando il boicottaggio dell’economia australiana da parte dei consumatori e dei turisti cinesi. L’ambasciatore Cheng arricchiva inoltre la minaccia con la previsione che l'Australia non avrebbe mai ottenuto il sostegno di altri capi di Stato o di governo del mondo. Qualcosa di molto simile a un avvertimento mafioso, indirettamente rivolto ad altre nazioni che volessero approvare la proposta dell’indagine. Ma la reazione delle istituzioni australiane non ha tardato ad arrivare: il giorno stesso, una raffica di risposte annientava le scomposte minacce degli emissari del Partito Comunista Cinese.
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